If you are a Family

Please downoad the Application Form here: Family_application_form.doc and send it to bbaupairs@gmail.com

L’idea di questa attività è nata dal desiderio di offrire un valido servizio alle famiglie e assicurare un nido sicuro alle ragazze che amano viaggiare ed esplorare il mondo.

L’obiettivo principale delle famiglie che decidono di avere una au pair è che i loro figli migliorino la conoscenza delle lingua inglese, (ma anche francese, tedesco e spagnolo), vivendo a stretto contatto con una ragazza madrelingua e quindi avendo la possibilità di conversare con lei quotidianamente. Nell’arco di poco tempo noterete con piacere i loro grandi miglioramenti nella capacità di comprendere e di comunicare in un’altra lingua!

Il mio ruolo è quello di selezionare le ragazze candidate idonee a questo tipo di esperienza e di proporle alle famiglie di modo da creare il migliore abbinamento possibile a seconda delle particolari caratteristiche ed esigenze di tutte e due le parti.

Principalmente seleziono ragazze madrelingua inglese provenienti da Inghilterra, Irlanda, U.S.A., Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa. Amo molto proporre anche le ragazze che provengono dal Nord Europa (Svezia, Norvegia, Islanda, Olanda..) che sono praticamente bilingue e in genere parlano un inglese corretto e con un buon accento.

Le au pair possono essere richieste per lunghi periodi (6 mesi – 1 anno) ma anche solo per uno o pochi mesi: specialmente nel periodo estivo ci sono molte ragazze che si propongono alla pari per Giugno, Luglio e Agosto.

A Torino ho alcuni contatti anche con studentesse (progetto Erasmus o altri scambi universitari) che non sono madrelingua ma parlano bene l’inglese e possono venire a fare da babysitter di pomeriggio o per brevi periodi.

Ad ogni ragazza chiedo di compilare un modulo dettagliato (au pair application form) e di inviarmi delle foto..una volta esaminato il profilo lo inoltro via mail alle famiglie che potrebbero essere interessate, mentre alle ragazze invio i profili delle famiglie che giudico adatte a loro.

Per ciascuna au pair verifico le referenze ed il police check, le sento per una intervista e intrattengo più o meno intensi contatti via e-mail che mi aiutano a conoscerle meglio e ad abbinarle meglio alla famiglia. Quando sono scritte trasmetto le referenze alla famiglia interessata.

Occasionalmente, quando le ragazze si trovano già in Italia, riesco ad organizzare degli incontri con le famiglie interessate… ovviamente ciò facilita la situazione poichè ci si rende conto se al primo impatto c’è un buon feeling oppure no. In generale, nella scelta della au pair, alla famiglia consiglio di badare più alla compatibilità caratteriale che alla purezza dell’accento: è molto importante che sia simpatica ai bambini, che così impareranno molto di più perché avranno voglia di giocare e chiacchierare con lei.

Inoltre l’au pair si ferma raramente più di un anno: cambiandola periodicamente non è così fondamentale che abbia sempre il migliore British accent (piuttosto raro): in questo modo i bambini svilupperanno una capacità di comprendere l’inglese parlato da un’irlandese così come quello parlato da una ragazza di un piccolo paesino della Nuova Zelanda e saranno sicuramente molto più stimolati a contatto con persone differenti per mentalità e abitudini.

La maggior parte delle candidate sono ragazze che hanno terminato il liceo e desiderano conoscere un po’ il mondo prima di iniziare l’università, o ragazze laureate che sono interessate ad un’esperienza all’estero prima di impegnarsi in una carriera stabile… tutte interessate a viaggiare e conoscere il mondo e ricevere nuovi stimoli!

Ciò che accomuna tutte le au pair è l’amore per i bambini..tutte le ragazze che mi contattano hanno avuto esperienza di babysitter con i fratelli più piccoli, i cugini oppure con i figli dei vicini di casa: hanno in generale un’ottima predisposizione per stare con i più piccoli e sono tendenzialmente ragazze estroverse e socievoli.

E’ quindi normale e giusto che alla sera vogliano uscire, quindi è importante concedere loro la libertà di farlo qualora si dimostrino efficienti nello svolgimento dei compiti loro assegnati. In genere metto in contatto tra di loro le au pair nella stessa città di modo che offrano supporto una all’altra e abbiamo da subito almeno un’amica con cui vedersi nel tempo libero. Sicuramente se sono contente e allegre ne avranno beneficio anche i bambini!

In genere non possono portare a casa amiche a meno che non sia espressamente chiesto alla famiglia e in modo occasionale. Le ragazze alla pari ricevono una paghetta che varia da 80 a 120 euro per settimana più vitto e alloggio e di base hanno diritto ad un giorno e mezzo di riposo (in genere sabato pomeriggio e domenica) e una settimana di ferie pagate ogni 6 mesi passati con la famiglia.

Molte famiglie in alternativa chiedono alla au pair di seguirle un weekend si e uno no, lasciando ovviamente le ragazze libere dal venerdi pomeriggio nel weekend non lavorativo. Alla au pair è in genere richiesto di tenere in ordine la stanza dei bambini, fare i letti al mattino, eventualmente lavare e stirare i loro vestiti, preparare un pasto semplice, aiutare ad apparecchiare e sparecchiare la tavola e riassettare dove i bambini mettono in disordine, ancora meglio facendosi aiutare da loro!

Ovviamente è anche loro richiesto di tenere la propria stanza in ordine e il proprio bagno, anche se in case c’è una donna che si occupa delle pulizie. Le mother’s help sono semplici au pair più impegnate come orario e disponibili a fare qualche lavoretto di casa in più (ad esempio passare l’aspirapolvere o riordinare un po’ tutto alla mattina) e vengono pagate 130- 180 euro per settimana.

Le nannies sono tate qualificate con molta esperienza, hanno scelto di occuparsi dei bambini come professione e le indico in genere a chi ha i bebè e lavora a tempo pieno e quindi vuole avere una sicurezza totale sulla competenza della persona alla quale affida il piccolo. Vengono pagate 200-350 euro per settimana e lavorano a tempo pieno.

L’au pair è occupata part time: al mattino presto aiuta i bambini a fare la prima colazione e a prepararsi per la scuola ed eventualmente li accompagna a piedi o in macchina (se richiesta au pair con patente), di pomeriggio li va a prendere e si occupa di loro fino all’ora della nanna.In genere l’au pair è libera al mattino per frequentare un corso di Italiano.

In media le si chiede 2 o 3 sere di baby-sitting fino a tardi, La famiglia fornisce all’inizio uno schema di orario settimanale indicativo con i vari impegni dei bambini…. ovviamente la ragazza dovrà mostrare flessibilità a seconda delle esigenze contingenti… le ore richieste extra in settimana o nei weekend vengono o compensate con ore di libertà nei giorni successivi oppure con un aumento della paghetta (da decidere insieme).

Tendenzialmente l’idea è quella di andarsi incontro con un atteggiamento flessibile e disponibile in modo da sviluppare u buon rapporto duraturo. E’ sempre molto importante comunicare alla ragazza tutto quello che ci si aspetta da lei e non dare nulla per scontato. Tante volte la famiglia si aspetta delle cose che sembrano ovvie e invece non sempre lo sono in altre culture e da lì nascono malintesi e scontenti.

Io consiglio sempre di cercare un modo gentile per dire le cose che creano scontento ed evitare che si ingigantiscano e diventino motivo di rottura. Inoltre così come è importante essere aperti nel criticare la ragazza quando non agisce come vorreste è fondamentale lodarla quando è brava e si impegna,di modo che si senta apprezzata e motivata.

La durata del rapporto dipende in genere dal grado di compatibilità che si raggiunge, ovvero se la cosa funziona oppure no, se sia la famiglia che la ragazza si trovano bene insieme una ragazza può arrivare dicendo che si vuole fermare solo 6 mesi poi invece decide di rimanere un anno. Così come può decidere che lascia la famiglia dopo 3 mesi perché ha trovato un lavoro o altri motivi. L’unico obbligo che esiste tra le parti è quello di un preavviso di 15 giorni.

Quindi la ragazza che inizialmente ha dichiarato di fermarsi un anno può, dando un preavviso di 2 settimane, andare via in qualsiasi momento. La stessa regola per la famiglia: se non siete soddisfatti o cambiate programmi e non volete più avere la au pair dovete dirlo con un preavviso di 2 settimane. Se volete mandare via la ragazza da un giorno all’altro dovreste pagarle 2 settimane di lavoro, ovviamente se la ragazza si è comportata correttamente.

In genere si cerca di comunicare con tempestività qualunque tipo di cambiamento di programma. Spero che sia un’esperienza positiva e stimolante come lo è stato per me nel corso di tanti anni!

PER INFORMAZIONI SULLE TARIFFE:

inviate una mail a: bbaupairs@gmail.com
oppure compilate il modulo che trovata nella pagina CONTACTS

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